Tarak Ben Ammar e la Tunisia, un affare di cuore
Il Nord "sale" al Sud


«UN UOMO TUTTOFARE»

«Ho iniziato con la mia automobile, facendo l'autista, l'assistente, il rappresentante, il tuttofare. Poi ho affrontato il cinema in tutti i suoi mestieri: assistente di scena, contabile... Non sapevo nulla, né di telecamere né di affari. Ma ero un organizzatore nato, il trait d'union tra le autorità, gli albergatori e i tecnici...»

«Di film in film, di raccomandazione in raccomandazione, si è cominciato a parlare di me. Era evidente che il mio legame familiare con il Presidente della Repubblica era una garanzia, di cui secondo tutti approfittavo, anche se non era così. Dopo la guerra arabo-israeliana, gli Occidentali avevano bisogno di essere rassicurati, di avere una garanzia di sicurezza. L'elemento essenziale del mio successo era il talento umano: dovevo ispirare fiducia, mostrare l'energia che potevo impegnare e circondarmi da giovani devoti e capaci.»


LA CREAZIONE DI UNA VERA E PROPRIA INDUSTRIA NAZIONALE DEL CINEMA

Nel 1974, con il denaro guadagnato lavorando sui film italiani (Il Messia di Rossellini…), Tarak Ben Ammar crea Carthago Films, società con un capitale di 300.000 franchi. «Ben Ammar non suonava tanto bene. Cartagine, Carthago, era più chic.»

Come finanziare un film senza denaro? L'anno successivo, per la sua prima produzione, Profezia di un delitto di Claude Chabrol, Tarak Ben Ammar riconosce di avere dedicato più tempo alla ricerca dei 5 milioni di franchi necessari che al contenuto del film. Che si rivelò un fiasco totale. Non per questo Tarak si scoraggia e prosegue le sue attività, tra sostegno logistico alle produzioni straniere e produzione esecutiva. È la grande epoca dello «sbarco» americano di George Lucas e Steven Spielberg, per Star Wars e I Predatori dell'Arca perduta.

Tarak Ben Ammar ha sempre lo stesso obiettivo in testa: creare una vera e propria industria della settima arte nel suo paese. Per le riprese impone la partecipazione e la formazione di stagisti e tecnici locali. Costì anche immensi studio a Monastir e a El Kantaoui... Tutte queste attività hanno generato un milione di giornate di lavoro, 25.000 posti di lavoro in trent'anni, 250 milioni di euro in valute straniere. Tarak Ben Ammar riesce a far venire il Nord al Sud!


GUERRE STELLARI: UN MITO IN GESTAZIONE

Tarak Ben Ammar incontra George Lucas tramite uno scenografo. Il cineasta sta cercando dei paesaggi lunari. Nel 1976, una parte dei cinque mesi di riprese della prima saga di Star Wars viene girata nel villaggio di Tataouine, nel grande Sud tunisino. Il luogo ispira anche al registra il nome del pianeta Tatooine e verrà riutilizzato tre anni dopo da George Lucas, produttore questa volta, per I Predatori dell'Arca perduta di Steven Spielberg. Anche gli episodi successivi di Guerre stellari vengono girati in parte in Tunisia: George Lucas riteneva che il villaggio di Tataouine gli portasse fortuna e per questo ci ritorna sempre, anche solo per una settimana!


FAR USCIRE IL CINEMA TUNISINO DAL GHETTO

Tarak Ben Ammar non vuole sentire parlare di «un cinema nazionale creato a colpi di sovvenzioni e politicamente confezionato per gli illustri abbonati del Saint-André-des-Arts. Il mercato interno è inesistente. I film egiziani, invece, vengono ammortizzati sul posto. Nel 1985 c'erano solo 65 sale cinematografiche in tutta la Tunisia.» Oggi, la Tunisia ne ha soltanto 15 a causa del moltiplicarsi dei DVD pirata.

«Fino ad allora, avevo investito nel mio paese in un altro modo. Sono stato molto criticato, e lo sono ancora, per non aver prodotto film tunisini. Di fatto, ho portato alla Tunisia 250 milioni di euro di incassi in valute... Ho deciso di diventare ambasciatore del mio paese all'estero. Se fossi stato un giovane produttore tunisino che andava dal distributore Gaumont per dirgli: "Ho un giovane cineasta tunisino eccezionale", non mi avrebbero nemmeno lasciato salire al primo piano! Nei primi dieci anni della mia carriera ho cercato solo di avere un nome, una marca, una firma. E questo mi ha anche portato a comprendere che un film è universale o non lo è.»
In seguito co-produce Ballata per un re, Kahla-Hamra, Il Pane nudo...


L'ESILIO

1985-1987. Sua zia viene ripudiata dal marito, il presidente Bourguiba. Caduto in «disgrazia», Tarak Ben Ammar si ritrova in esilio a Parigi. Le sue attività cinematografiche in Tunisia vengono sospese, gli studi di Monastir e El Kantaoui chiusi, persino saccheggiati, i tecnici lasciati disoccupati, alcuni contratti annullati... Tarak Ben Ammar rimborsa i suoi 38 milioni di euro di debiti grazie al suo catalogo di film: «Senza l'irruzione delle televisioni private comparse in Europa negli anni '80, non ce l'avrei fatta.»

Tarak Ben Ammar si interroga sul futuro della sua carriera. Decide di lanciasi nell'audiovisivo, diviene il consigliere di Silvio Berlusconi, incontra Rupert Murdoch... «Un po' come un avventuriero... Avevo con me un certo bagaglio, ma non è stato facile... Soprattutto, ho scoperto che i grandi di questo mondo erano molto semplici. Il contrario della gente del cinema: non hanno ego o guardie del corpo, è incredibile!»