Tarak Ben Ammar e la Tunisia, un affare di cuore
Il Nord "sale" al Sud


L’INFANZIA, UNA RISORSA FONDAMENTALE

Tarak Ben Ammar è nato il 12 giugno 1949 a Tunisi. Sua madre è francese, di origine corsa, emigrata in Tunisia. Nata cattolica, si è convertita all'islam. Suo padre è un avvocato, in seguito diventa un diplomatico tunisino. Tarak è il nipote di Wassila Bourguiba, moglie del presidente Habib Bourguiba.

 «L'infanzia è importante perché è una risorsa fondamentale che ti aiuta ad affrontare quello che verrà. Io vivevo in un ambiente laico, pacifico. Rispettavamo le altre religioni, festeggiavamo le loro feste. Bourguiba era sinonimo di laicità, di libertà della donna, di diritto al divorzio, di anti-integralismo... Sono stato subito aperto alla cultura degli altri, senza pregiudizi...»

La famiglia, che appartiene alla piccola borghesia, fa parte dell'élite, agiata senza essere ricca. A 9 anni, suo padre lo iscrive alla scuola americana: uno dei suoi figli doveva parlare inglese! A 13 anni, Tarak vive in un pensionato a Roma. Ogni sabato, vede quattro film in lingua inglese. È anche qui che scopre le opere dei futuri grandi cineasti che produrrà: Roberto Rossellini con Roma città aperta, Dino de Laurentiis...


DIPLOMATO IN ECONOMIA IN UN'UNIVERSITÀ AMERICANA

Dopo aver conseguito un diploma in economia internazionale all'università di Georgetown a Washington, Tarak Ben Ammar rientra in Tunisia nel 1970. «Avevo una carriera predestinata, quella di diplomatico, Una prospettiva che mi annoiava terribilmente. Ero già stato troppo vicino alla politica ed ero sicuro che non mi piaceva. Era l'audiovisivo che mi interessava. Non particolarmente il cinema, anche la pubblicità o il giornalismo. Ero affascinato nel vedere con quale facilità gli Americani potevano venderci una bottiglia di Coca-Cola e quasi darle un'anima...»


21 ANNI: LA SCOPERTA DELLA TUNISIA

Al ritorno dagli Stati Uniti, Tarak Ben Ammar parte alla scoperta della Tunisia, dove in effetti non ha mai vissuto molto, recandovisi solo per le vacanze. È una rivelazione: «Che bel paese!», «Che popolo accogliente!», «È una vera e propria scenografia da cinema!»... Il giovane, accompagnato dalla sua ragazza, prende un'auto e parte per filmare i paesaggi con una telecamera Super 8... Deserto, mare, palme, sole soprattutto: quasi 156.000 km² di scenografia naturale!

Ma la tradizione familiare è forte… Tarak sente di avere obblighi pubblici: «Cosa posso fare che mia dia una carriera, un'indipendenza rispetto alla mia famiglia e che servirà il mio paese? È allora che mi è venuta l'idea del cinema. Bisognava che promuovessi la Tunisia, come avevano fatto gli Spagnoli e gli Italiani per i loro paesi.» La famiglia, naturalmente, si oppone. «Equivaleva a dire: "Non voglio andare all'università, voglio fare l'attore!" I miei genitori erano sotto choc. In teoria, avevano ragione.»


AMBASCIATORE DELLA SUA PERSONA E DEL SUO PAESE

Tarak Ben Ammar impara il mestiere, senza denaro e senza contatti. Vagabonda per il mondo, distribuendo biglietti da visita e depliant turistici con entusiasmo e convinzione. «Dicevo: "Venite a vedere questo paese politicamente stabile, accogliente, dove non ci sono fanatici, con una straordinaria scenografia naturale vicino all'Europa e un'infrastruttura alberghiera sviluppata..." Un vero e proprio commerciante: Volete il deserto? Volete il Club Med?"» La sua ambizione è semplice ma enorme: «Mettere la Tunisia sulla mappa del cinema mondiale.» Primo cliente: un piccolo produttore italiano che vuole proprio scoprire questo paese da sogno.