«L'impero» di Tarak Ben Ammar: gestire la catena di vita di un film
Il Nord «ridiscende» al Sud


Nel settore delle industrie tecniche, Tarak Ben Ammar ha scelto una strategia a lungo termine, che supervisiona tutta la post-produzione dell'immagine e del suono. È divenuto leader in questo settore in Francia consolidando il settore, che soffriva di numerosi handicap: estrema frammentazione, assenza di dimensioni critiche – in particolare nei confronti dei mastodonti anglosassoni –, sub-capitalizzazione, fragilità finanziaria esacerbata dalle pratiche della clientela... La maggior parte di queste società si sono ritrovate sull'orlo del fallimento. Ormai fanno parte di un insieme coerente, di dimensione europea. Il Sud «sale» sempre verso il Nord, ma per meglio ridiscendere con la creazione di studi e di laboratori di post-produzione, LTC-Gammarth, in Tunisia.

 

1990 // CREAZIONE DI QUINTA COMMUNICATIONS

Con un capitale di 30 milioni di franchi, in associazione con Silvio Berlusconi.

 

1995 // KIRCH ENTRA IN QUINTA COMMUNICATIONS

 

2000 // CREAZIONE DI ÉMOTION

Tarak Ben Ammar ha iniziato questa associazione con Kirch e Mediaset, che acquistavano singolarmente numerosi film americani per l'Italia, la Spagna e la Germania. Lui porta la Francia e l'Inghilterra.

L'interesse? Scegliere i progetti a monte in base alla sceneggiatura, essere più selettivi, non acquistare più pacchetti. E, quando acquistano i diritti su tutti i supporti (compresi i loro rispettivi canali televisivi) di un film per questi cinque paesi, con l'Europa dell'Est e la Scandinavia, ciò rappresenta il 40% del suo valore. «Émotion rappresenta un'alternativa per i progetti che hanno difficoltà a trovare il 100% del loro budget dalle major.» Émotion si è impegnata in La leggenda di Bagger Vance di Robert Redford, Bandits di Barry Levinson con Bruce Willis...

 

2002 // IN FEBBRAIO, QUINTA COMMUNICATIONS RISCATTA EX MACHINA

Questo laboratorio di fotochimica si occupa della stampa e dello sviluppo delle copie dei film. «Con le mie relazioni d'affari, sono un co-produttore di lungometraggi e di fiction di dimensione internazionale. Mi basta affidare una parte della post-produzione di queste produzioni a Ex Machina perché il laboratorio e la post-produzione ne beneficino ampiamente.»

In giugno, Tarak Ben Ammar entra nel capitale del gruppo LTC, che si occupa anch'esso della stampa di copie. Le attività sono complementari a quelle di Ex Machina. «È importante salvare gli attori principali di un settore in cui la Francia occupa un posto privilegiato a livello di qualità.»

 

2003 // QUINTA RISCATTA DURAN DUBOI

(Immortelle, RRRrrr!!!, Una lunga domenica di passioni, 2046). Gruppo specializzato nel digitale: post-produzione, effetti speciali, immagini 3D, suono e mixage di suono.

 

2004 // ACCORDO DI QUINTA CON TECHNICOLOR E THOMSON

Interesse: beneficiare delle tecnologie di ultima generazione del gruppo Thomson e far beneficiare Quinta degli accordi mondiali di Technicolor con le major americane. Nel 2006, Thomson prenderà il 17,5% del capitale di Dataciné (che raggruppa le attività di post-produzione di Quinta).

Tarak Ben Ammar si lancia nell'audiovisivo in Italia. «Murdoch aveva un canale a pagamento in Italia, che era in competizione con quello di Canal + (Telepiù) che funzionava malissimo. Nel 2003, sono andato da Jean-Marie Messier, quando Vivendi era in difficoltà. L'ho convinto a vendere. La fusione dei due ha creato un monopolio per Murdoch. La Commissione europea gli ha imposto di vendere due reti hertziane. Io gli ho proposto di riscattarle per lanciarmi in qualità di operatore televisivo in Italia. L’Europa mi ha risposto che non ero un operatore, che dovevo associarmi con un professionista. Mi sono rivolto a TF1 che è divenuta mio azionista di minoranza. Nel 2004, abbiamo montato un bouquet di sette canali digitali – Dfree – tra cui un canale sportivo, Sportitalia. Nel 2008, abbiamo lanciato un bouquet digitale a pagamento con Warner, Universal e Mediaset.»

In Italia, Tarak Ben Ammar fa parte dei cinque maggiori operatori televisivi, insieme a Rai, Mediaset, Telecom Italia e Murdoch. È più piccolo, ma possiede il bouquet più grande.

 

2005 // TARAK BEN AMMAR DIVIENE PARTNER A CONCORRENZA DI 30 MILIONI DI EURO DEI FRATELLI WEINSTEIN che...

... (a parità con TF1) desiderano creare un nuova major negli Stati Uniti (la loro società di produzione Miramax era ormai nelle mani di Disney). La logica è sempre la stessa: condurre simultaneamente le proprie politiche di produzione e di preservazione delle industrie tecniche francesi. «Il rapporto di forza è cambiato. Non siamo più solo produttori e distributori di film. Possiamo anche imporre la nostra industria tecnica agli Americani.»

«Non vado ad insegnare il mestiere ai Weinstein. Ma conto di spingerli a guardare i progetti di origine europea più a monte. Il mio ruolo è quello di europeizzare la nuova Miramax.»

 

2006 // DATACINÉ GROUP DIVENTA QUINTA INDUSTRIES

 

2007 // TARAK BEN AMMAR RISCATTA GLI STUDI ÉCLAIR

Gli studi Éclair sono dei laboratori fotochimici e digitali. Dapprima riscatta il 43% poi, in dicembre, nell’anno del centenario della società, la totalità. La famiglia Dormoy, proprietaria, dichiara alla stampa che lui sarà «il garante della perennità della marca e della sopravvivenza di Éclair».

 

2008 // TARAK BEN AMMAR SVELA UFFICIALMENTE LA SUA NUOVA STRATEGIA DI DISTRIBUZIONE DI FILM A LIVELLO EUROPEO...

... (ma anche in Canada con Alliance), in febbraio, al Festival di Berlino, in partnership con la banca Goldman Sachs. «Il nostro desiderio: essere una piattaforma di distribuzione europea indipendente, che offra le stesse qualità delle major americane, ma che non abbia lo stesso funzionamento in termini di prese di decisione. Possiamo essere un'alternativa alle major, senza per forza entrare in competizione con loro.»

«Oggi, in Europa vengono distribuiti 550 film all'anno, di cui 350 dalle major americane. Restano 200 film, due terzi dei quali provengono dal cinema indipendente americano. È questo mercato a cui miriamo, offrendo una distribuzione paneuropea ad una ventina di lungometraggi all'anno.»

Tarak Ben Ammar intende proporre un «one-stop-shop» ai produttori indipendenti, semplificando le procedure e offrendo garanzie finanziarie, un nuovo modo di affrontare la prevendita: «È un vantaggio non trascurabile in un'epoca in cui è strategico uscire nel maggior numero di cinema possibili tenuto conto della pirateria in rete, ma anche mettere in comune le spese di distribuzione e i rischi di un film sui diversi territori. Infine, ciò consente di ottenere tutti i mandati di distribuzione per tutti i supporti – DVD, televisione...»