«L'impero» di Tarak Ben Ammar: gestire la catena di vita di un film
Il Nord «ridiscende» al Sud


GLI STUDI

Empire Studios. Nel 2002, Tarak Ben Ammar rilancia i suoi studi in Tunisia a Latrach, nei dintorni di Hammamet, a 60 chilometri da Tunisi, con la compagnia italiana Lux Vide. Il sito, immerso nelle colline, è stato scelto per la sua somiglianza con Roma. «Roma ha distrutto Cartagine; Cartagine, oggi, fa rinascere la Roma antica.» Il cantiere è iniziato nel 2001, poco dopo l'11 settembre, una scommessa per questo ancora più ambiziosa. Obiettivo: garantire cinque anni di investimenti e di posti di lavoro in Tunisia. L'investimento ammonta a 20 milioni di dollari. La costruzione è durata un anno, grazie al lavoro di 500 muratori e artigiani, ma anche di studenti delle belle arti. Si contano 5.500 m² di set su 11 ettari. Tre studi climatizzati (due volte 1.000 m² e una volta 400 m²) con scenografie permanenti (due terzi delle dimensioni reali). Il luogo accoglie anche piccole fabbriche per creare le scene (conceria, fabbrica di gesso, di arazzi, falegnameria...) e 5.000 costumi (romani, egiziani, greci...). I luoghi hanno anche accolto le riprese di telefilm e film: Néron, Les Gardiens de Rome, L'ultima legione, Pompéi

Gli studi di Ben Arous, a quindici minuti dall'aeroporto di Tunisi. Costruiti nel 2007 su più di 10 ettari, sono costituiti da due set coperti polivalenti, piccole fabbriche per creare scene, costumi, accessori… Giuseppe Tornatore vi sta girando il suo nuovo film, Baaria, quarant'anni di vita di un paese siciliano, che è stato ricostruito in modo identico.

Gli studi di Gammarth, anche loro a quindici minuti dall'aeroporto di Tunisi. Si stenderanno su 12 ettari, in riva al mare, a un livello inferiore rispetto ai laboratori che si chiamano allo stesso modo. La costruzione inizierà prossimamente e terminerà nel 2009.


I LABORATORI

I laboratori di Gammarth risalgono al 1967. Sono stati creati dal presidente Bourguiba. Nel 2003, il presidente Ben Ali ha voluto ridare loro vita. Ha scelto di associarsi al privato per offrire uno strumento valido, che serva anche alla formazione. Tarak Ben Ammar si è impegnato a riportarvi le attrezzature necessarie per creare uno strumento efficace di fabbricazione dell'immagine e del suono.

Taoufik Guiga: «Per tre anni, abbiamo restaurato, rinnovato e ampliato il vecchio laboratorio. Ormai conosciamo bene la catena di fabbricazione fotochimica e digitale. I tunisini possono lavorare ad un prezzo che rispetti il mercato della regione. E' anche un modo per far nascere e incoraggiare una vera e propria industria. Con gli studi di Hammamet e di Ben Arous, siamo a capo di una catena di fabbricazione. La persona che viene a girare qui se ne va praticamente con il film sotto braccio! O almeno con le prime stampe.»

Lo spazio completo di post-produzione LTC-Gammarth è operativo da settembre 2007. Taoufik Guiga: «Abbiamo fatto cinque lungometraggi, tre corti e cinquanta filmati pubblicitari. Lavoriamo con gli algerini, i marocchini, i libanesi e il resto dell'Africa. Desideriamo incoraggiare le industrie del Sud a svilupparsi. Noi offriamo una formazione ai nostri tecnici. Stiamo preparando una convenzione con lo Stato e le diverse scuole pubbliche e private. Per il momento, accogliamo stagisti in modo empirico perché prendano confidenza con lo strumento di fabbricazione.»

Tarak Ben Ammar: «Voglio offrire dei servizi alle produzioni che si girano in Tunisia e realizzare stampe di copie ad un prezzo competitivo. Lo Stato tunisino mi ha autorizzato a installare un laboratorio esente da spese di dogana, imposte e tasse. Il mercato francese rappresenta più di 500 milioni di metri di pellicole, di cui poco più della metà viene stampata nei laboratori francesi, il resto essendo importato. Questo laboratorio è destinato dapprima a soddisfare i bisogni del mercato francese (attualmente si stampa all'estero) e poi, perché no, anche quelli dei grandi studi per i loro mercati al di fuori della Francia.»

«Non voglio fare concorrenza ai laboratori francesi e, nel frattempo, tirarmi la zappa sui piedi, ma ribaltare il dominio dei grandi laboratori americani sul mercato europeo.» Questo strumento è anche dedicato alla produzione audiovisiva locale, africana e medio-orientale. Non si tratta di decentramento.

Dal 2005, il Nord ridiscende quindi verso il Sud. Tarak Ben Ammar trasferisce una parte del know-how tecnologico – internazionalmente riconosciuto – delle sue imprese francesi verso i suoi laboratori in Tunisia. Forma i team locali alle pratiche moderne, con l'aiuto di tecnici francesi. Questa operazione apre prospettive di posti di lavoro qualificati a giovani tunisini.